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MORTE DI HOUDINI

foto:wikipedia

Il mago più famoso del mondo nacque a Budapest con il nome di Enrich Weisz il 24 marzo del 1874. Il suo primo incontro con la magia avvenne durante la sua infanzia, quando suo padre lo portò a vedere lo spettacolo di un mago viaggiatore. Lì iniziò la sua passione incrementata dalla lettura del libro “Le monografie di Robert Houdini” che cambiò la sua vita e anche il suo nome. La sua carriera iniziò all'età di 16 anni e la sua fama dilagò negli Stati Uniti con i suoi spettacoli che variavano dalle illusioni più semplici alle più spettacolari fughe da ogni sorta di manette, legami con corde o camicie di forza. Grazie alla sua grande preparazione fisica riusciva ad eseguire fughe in apnea essendo rinchiuso in cassoni sigillati e pieni d'acqua. Fra i suoi interessi vi era lo spiritualismo, in particolare l'analisi dei fenomeni medianici e delle frodi dei medium dell'epoca.  
Ma come morì Houdini?
È ancora una convinzione comune che Houdini sia morto annegato durante il suo numero della tortura cinese, cioè immerso nell'acqua, a testa in giù in un contenitore di vetro sigillato con un coperchio. Questo numero Houdini lo eseguiva regolarmente e sempre con successo.
Invece la causa della sua morte risale al 22 ottobre del 1926, all'università di McGill a Montreal, Quebec. Qui Houdini era stato invitato a tenere una conferenza sullo spiritualismo quando una matricola, di nome Whitehead, chiese a Houdini di poterlo colpire all'addome con dei pugni per verificare la sua resistenza e Houdini si prestò a questa richiesta. Dalle testimonianze sembra che i colpi all'addome ad Houdini arrivarono prima che potesse contrarre i muscoli addominali. Apparentemente quei colpi sembrarono senza conseguenze significative ma il giorno dopo Houdini accusò forti dolori all'addome e pochi giorni dopo, alla fine di uno spettacolo a Detroit Houdini stramazzò a terra con la febbre a 40. La diagnosi fu peritonite e nonostante fu operato d'urgenza il 31 ottobre 1926, Houdini morì all'età di 56 anni.
                                                                                                                                           C.D.B.
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ADAMO ED EVA


Un altro errore comune è quello di attribuire l'immagine della mela al frutto del peccato. In realtà la Bibbia dice che Adamo ed Eva mangiarono il frutto della conoscenza del Bene e del Male, disubbidendo alla proibizione di Dio. Per questo i due furono cacciati dall'Eden perdendo tutti i privilegi che fino a quel momento avevano goduto.
Nel testo però non vi è specificato di quale frutto si trattasse, anzi alcuni studiosi ritengono che potesse essere un fico visto che poi Adamo ed Eva si coprirono per la vergogna con una foglia di fico (Genesi 3:7).
Probabilmente avvenne nel Medioevo l'identificazione della mela come il frutto proibito, forse dal doppio senso della parola latina malum che ha il significato di male ma anche di mela: quindi da un errore di traduzione che dall'albero della conoscenza del bene e del male può essere diventato un melo.
Una svista, un errore che però poi ebbe una grande fortuna coinvolgendo altre espressioni linguistiche come per esempio “il pomo d'Adamo”.
La scelta della mela fu aiutata dalla tradizione: infatti la figura della mela appare in altre culture. Per esempio nella mitologia greca la mela rappresenta il frutto che Paride dà ad Afrodite designandola come la dea più bella dell'Olimpo; e nell'iconografia medievale insieme al melograno è simbolo di fertilità.

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LE PIRAMIDI



Gli antichi egizi avevano molta cura e rispetto per i defunti perchè erano convinti che esistesse un'altra vita dopo la morte. Pensavano che andare nell'aldilà portando con sé gli oggetti più cari, avrebbe reso meno doloroso il trapasso. Da qui il motivo della costruzione delle piramidi, monumenti funebri destinati a ospitare faraoni o nobili sepolti insieme alle loro ricchezze.
   
La tecnica di costruzione di questi enormi edifici è ancora oggi poco chiara. Si sa solo che vennero impiegati molti anni e molte risorse umane. Ma un'altra credenza comune è che le piramidi furono costruite da schiavi, persone trascinate nell'Antico Egitto e frustate per lavorare. E invece le tombe faraoniche furono costruite da operai salariati. La conferma arriva da scavi archeologici nella piana di Giza, che hanno portato alla luce tombe di manovali di 4500 anni fa che parteciparono alla costruzione delle piramidi di Chefren e Cheope. 

LE BUGIE STORICHE



È vero che i Crociati quando partivano per le loro missioni obbligavano le loro mogli a indossare la cintura di castità? Oppure erano le nobildonne stesse che la indossavano spontaneamente per salvaguardare la propria virtù?
immagine:wikipedia

Crolla il mito della cintura di castità che garantiva la fedeltà delle mogli dei Crociati durante la loro assenza. Si narra, infatti, che se ne faceva uso ai tempi dei Crociati. I cavalieri, che gelosi delle loro donne, volevano assicurarsi la loro completa fedeltà durante la loro assenza obbligavano le stesse ad indossare la cintura. Questo è quello che si è sempre creduto, oggi risulterebbe falso, infatti gli studi effettuati fanno sorgere molti dubbi sull'uso di tale oggetto ai tempi del Medioevo. In realtà è un dato di fatto che non esistano al mondo esempi di cinture risalenti al medioevo, e tutte quelle rintracciabili non sono altro che delle riproduzioni fabbricate a causa di una leggenda.